Il nostro nome e il nostro logo: Calmana
La più recente ricerca ha riscoperto una antica tradizione comune alla tre religioni monoteiste nate sulle diverse rive del Mediterraneo, che, narrando la storia della prima donna nata al mondo[8], hanno riportato alla luce un dibattito plurisecolare che parlava di parti gemellari di Eva, mettendo l’accento in particolare sull’esistenza di figlie femmine di Adamo ed Eva di cui né la Bibbia ebraica, né quella cristiana, né il Corano fanno menzione, ma che di necessità dovevano essere contemplate nel racconto dello sviluppo dell’umanità e che una ricchissima tradizione scritta e alcune immagini invece documentano.
Si decise, quindi, di intitolare il Museo delle Donne del Mediterraneo a questo personaggio conosciuto soprattutto con il nome di “Calmana”, la cui storia è stata nei secoli enormemente diffusa, sia nella tradizione patristica occidentale-latina, sia in quella orientale greco-siriaca, sia, più in generale, in molti autori di epoca medievale e moderna dei paesi europei e mediterranei fino a Lord Byron, ma ora completamente dimenticata. Questa è la più antica immagine finora trovata della prima donna nata al mondo, è tratta da un incunabolo, vale a dire uno dei primi libri a stampa .
Si tratta di una xilografia (cioè di una delle prime forme di incisione fatta su matrice di legno e successivamente colorata a mano), che troviamo in H. Schedel, Liber Chronicarum, Norimberga 1493; il libro riporta una plurisecolare tradizione che si ritrova nelle tre religioni monoteiste del Mediterraneo