Il primo Museo Ambulatorio in Italia: il progetto pilota

      Il Museo Ambulatorio  negli ospedali e nei luoghi di cultura si compone (nota1.):

         Un percorso espositivo con sezioni tematiche allestite in sale corredate da apparati multimediali di approfondimento. Il percorso si sviluppa come un’esperienza “immersiva” che consente ai visitatori di divenire fruitori “attivi” e “partecipativi”. E si arricchisce di moderne metodologie partecipative sia di tipo informatico- tecnologico sia di storytelling e narrazione. La narrazione consente la elaborazione di nuovi significati culturali, ma può essere utilizzata anche come tecnica di riabilitazione. I percorsi rappresenteranno offerta formativa per uscite didattiche scolastiche.
Recita l’ art. 35, c.4 del D.P.C. M.171/2014 :
“il direttore del museo assicura elevati standard qualitativi nella gestione e nella comunicazione, nell’innovazione didattica e tecnologica, favorendo la partecipazione attiva degli utenti e garantendo effettive esperienze di conoscenza” (nota 2)

         Creazione di una sala dedicata alla fruizione dei visitatori diversamente abili (ad esempio percorsi tattili e dipinti su rilievo per non vedenti ed ipovedenti, percorsi multisensoriali per bambini con autismi).
La Convenzione internazionale sui diritti civili delle persone con disabilità (28 dicembre 2007) enuncia fra i principi generali il rispetto alla dignità intrinseca, l’autonomia individuale…la piena ed effettiva partecipazione e inclusione sociale nella società, le pari opportunità, l’accessibilità”
         Il Museo dell’inclusione sociale si rende disponibile all’accoglienza ed all’accesso gratuito per i malati affetti da patologia acuta e cronica, in collaborazioni con le strutture ospedaliere di provenienza, prescrittori di arteterapia. L’obiettivo è la creazione di una rete di istituti e luoghi di cultura (musei, teatri, biblioteche, fondazioni lirico-sinfoniche) disponibili all’accoglienza dei pazienti, ai fini di avviare il primo progetto logistico ed unitario in Italia di applicazione dell’arte- terapia attraverso la collaborazione di prestigiose strutture ospedaliere partenopee.

 

      Il Museo-ambulatorio di riabilitazione: l’idea del museo inteso come inclusione sociale, si correla nel nostro progetto, con il concetto di riabilitazione. L’idea è quella di creare laboratori di riabilitazione e recupero psicologico attraverso l’arteterapia, ai fini della valorizzazione le straordinarie potenzialità ad esempio dei bambini autistici. Il percorso di laboratorio si trasforma in un percorso di riabilitazione psico- terapeutica in cui il nel disagio si può intraprendere un’esperienza di sollievo o di guarigione. Particolare interesse è riservato alla metodologia partecipativa dello storytellig, confinante con tecniche di psicodramma, in cui attraverso la preparazione e realizzazione di una performance teatralizzata può seguire un percorso di elaborazione introspettiva di valenza terapeutica, assistito da specialisti psicologi, e riabilitatori psichiatrici. Il progetto si fonda sulla corrispondenza fra Cura e Bellezza, che è arte, cultura, storia, memoria storica. L’inserimento all’interno di “contesti di Bellezza”, favorisce la ripresa del benessere. E la “Bellezza salva la vita”. Il Museo, si offre come luogo di accoglienza, come “comunità” in cui l’incontro di fruibilità delle collezioni artistiche, e di attiva partecipazione al progetto culturale, invita ad una esperienza “attiva” di riconciliazione con le proprie radici archetipiche, con la memoria storica della propria terra e della diversità culturale. Come citato nella Convenzione per la Salvaguardia della Conservazione Integrata, la perdita della memoria storica conduce ad amputazione della coscienza del futuro.

nota 1  «Cur’Arti», in Campania nasce il primo museo-ambulatorio d’Italia – Il Mattino.it
nota 2 Art. 35, c.4 del D.P.C. M.171/2014